Cosa c’entra lo scrittore francese Emmanuel Carrère con il ciclismo e soprattutto con il mio nuovo libro? Scopriamolo insieme parlando di non fiction, settori in pavé e ciclisti che sono come astronauti. Mi direte poi se sono matto oppure no.
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C’era vento a favore.
posted by giaco72
La Sanremo è questione di fiuto, quello strano sapersi orientare tra le brume di una pianura Padana ancora in inverno e lo iodio nell’aria dopo il Turchino. Insomma, per vincere la “Classicissima” ci vuole DNA.
Ecco la storia di chi ci riuscì, senza quasi crederci. Gianni, “Indecifrabile” Bugno.
Perso in una favola.
posted by giaco72
Cosa c’entra Corto Maltese con il #NuovoLibro?
Mah.
Francamente non ne ho la più pallida idea.
E di più, cosa c’entrano Venezia e piazza San Marco? Storia di una clavicola nascosta chissà dove e di un ciclista che si diceva un grande Giro non lo avrebbe mai vinto. #NuovoLibro, Nuovi Indizi.
Il carattere del Giro.
posted by giaco72
Siccome non vedo l’ora che inizi il Giro d’Italia, colgo l’occasione per entrare “in clima” ciclismo proponendovi un pezzo dal mio precedente libro, Il carattere del ciclista (Utet 2016). È un pezzo cui tengo molto, che ho scrissi “a caldo”. Signore e signori, ecco a voi “L’irriducibile” Vincenzo Nibali, sul Colle dell’Agnello.
San Valentino
posted by giaco72
Per interrompere in fretta quell’imbarazzo, hai cercato i soldi in tasca, “Ma cosa fa signor Pantani? È tutto offerto, ci mancherebbe altro!”.
Hai sorriso, gli hai dato una pacca sulle spalle e l’hai congedato.
Poi la porta si è chiusa, piano piano e con dolcezza. Senza far troppo rumore, che quasi non ce ne siamo accorti, ci hai lasciati tutti fuori. A tripla mandata.
Crapone che non sei altro.
Musica!
posted by giaco72
Ebbene sì, ancora lei. La musica. Anche il #NuovoLibro avrà la sua playlist.
Come per il precedente “Il carattere del ciclista” anche stavolta ho scritto sotto effetto di sostanze psico-stimolanti, lo ammetto. Ovvero raccolte di brani da spotify e dal mio giradischi nuovo di zecca. Perché Coppi, Girardengo e Lou Reed in fondo suonavano la stessa musica.
Grand Hotel Excelsior
posted by giaco72
Hotel Excelsior di Albisola (SV), 2 giugno 1969. Le analisi, appena confermate dal laboratorio mobile del Giro d’Italia, sono spietate. Il “cannibale”, come era chiamato il belga per la sua ingordigia di vittorie, aveva assunto sostanze stimolanti. O gliele avevano ficcate, di nascosto, nella borraccia? Così forte com’era, aveva davvero bisogno di “drogarsi”? Montanelli tuona, Zavoli tentenna, il Giro è in lutto. Da “Il carattere del ciclista”, ecco “L’ingordo” Eddy Merckx, piangente in una stanza d’albergo.
In assenza di vento, gli aquiloni non volano.
posted by giaco72
Tra pessimismo e realtà, con la straordinaria partecipazione di Bugno, Pantani e Hinault, i fossili ben conservati, Zidane e Materazzi, l’Accademia di Brera, i tweet e la Olivetti, un cesto di triglie fritte e il sole di Paestum. E, ça va sans dire, un mare di sigarette malfumate. In altre parole, ho intervistato Gianni Mura.


