Metto lo smartphone sul tavolo del pub e pigio play. Le immagini che scorrono sono quelle di un ciclista che fissa una piccola action camera sul manubrio della sua bici. La ripresa successiva ce lo mostra già nel pieno dell’azione: sta affrontando una discesa assolata e tortuosa su una strada della California, va come minimo a 80 all’ora.
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Il Sound del Ciclista.
posted by giaco72
Il Sound del Ciclista.
Regola vuole che quando scriva un libro ascolti molta musica.
Così è stato anche quest’anno. Dal Colle del Nivolet a Sagan, passando per Springsteen.
Nuovo libro, nuove gioie
posted by giaco72
Uscirà l’11 luglio 2019 (per una nuova casa editrice) e parlerà soprattutto di chi in bici ci va ogni giorno, non solo al Tour de France. Parlerà della rivoluzione delle due ruote negli ultimi 10 anni. Sarà Che Guevara, John Belushi e Mick Jagger. Stay tuned.
Quindici
posted by giaco72
“Armstrong, mi dicono, è rimasto piantato sui pedali, che gioia. Mentre mi alzo fuori sella, sono tutti attoniti, mi guardano come venissi da un altro pianeta. Lo stesso dove ero due anni fa, il Galibier. Sono tornato, maledetti, cosa credevate?” . Marco Pantani è morto 15 anni fa oggi. Per ricordarlo un breve estratto dal mio ultimo libro “Gli italiani al Tour de France”
Tourmalet e altri incantesimi – 3
posted by giaco72
È brutale vedere, mentre stai soffrendo, i concorrenti che scendono con la medaglia già al collo. Eppure è quel che succede. Alla Marmotte Pyrénées il traguardo è posto sadicamente in cima a una salita: è Luz-Ardiden. E, per la cronaca, non so se ce la farò. 3 puntata del mio psico-racconto dalla Marmotte Pyrénées 2018.
Tourmalet e altri incantesimi – 1
posted by giaco72
È domenica 26 agosto 2018, sono le 7:30 del mattino e sto per fare una cosa che mi cambierà per sempre. La “Look Marmotte Granfondo Pyrénées”: 2 volte il Tourmalet, Horcquette-d-Ancizan, Aspin, Luz- Ardiden. 162 km e 5600 metri di dislivello. Questa la prima puntata del mio psico-racconto.
Les Italiens al Tour: 8 – Pantanì
posted by giaco72
“Vado su di nervi, lo sai. Scatti potenti e improvvisi, quasi sorprendenti: i telecronisti non se li aspettano, fanno fatica a tenere il mio passo”. Marco Pantani direttamente dalla cima del Col du Galibier, dal mio ultimo libro “Gli italiani al Tour de France”.


