Cosa c’entra Corto Maltese con il #NuovoLibro?
Mah.
Francamente non ne ho la più pallida idea.
E di più, cosa c’entrano Venezia e piazza San Marco? Storia di una clavicola nascosta chissà dove e di un ciclista che si diceva un grande Giro non lo avrebbe mai vinto. #NuovoLibro, Nuovi Indizi.
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Perso in una favola.
posted by giaco72
Il carattere del Giro.
posted by giaco72
Siccome non vedo l’ora che inizi il Giro d’Italia, colgo l’occasione per entrare “in clima” ciclismo proponendovi un pezzo dal mio precedente libro, Il carattere del ciclista (Utet 2016). È un pezzo cui tengo molto, che ho scrissi “a caldo”. Signore e signori, ecco a voi “L’irriducibile” Vincenzo Nibali, sul Colle dell’Agnello.
Perché io salgo.
posted by giaco72
Tranquilli non è il titolo del #NuovoLibro. Ma sapete come la penso, bici senza salita, uguale no bici.
Non me ne vogliano gli amanti dei velodromi, ma io senza dislivello sono perso. Il ciclismo mi sembra un altro sport. Nel nuovo libro, ci saranno così molte salite. E altrettante storie.
La Grande Bellezza.
posted by giaco72
Indizio numero uno sul #NuovoLibro: si parlerà e tanto di Italia.
Quando ho iniziato a scriverlo ci tenevo a raccontare una storia che mi consentisse di andare in giro in lungo e in largo per questo paese. Il più bello del mondo. È il solito libro di viaggio in bici dunque? Naaa, troppo facile.
Grand Hotel Excelsior
posted by giaco72
Hotel Excelsior di Albisola (SV), 2 giugno 1969. Le analisi, appena confermate dal laboratorio mobile del Giro d’Italia, sono spietate. Il “cannibale”, come era chiamato il belga per la sua ingordigia di vittorie, aveva assunto sostanze stimolanti. O gliele avevano ficcate, di nascosto, nella borraccia? Così forte com’era, aveva davvero bisogno di “drogarsi”? Montanelli tuona, Zavoli tentenna, il Giro è in lutto. Da “Il carattere del ciclista”, ecco “L’ingordo” Eddy Merckx, piangente in una stanza d’albergo.
In assenza di vento, gli aquiloni non volano.
posted by giaco72
Tra pessimismo e realtà, con la straordinaria partecipazione di Bugno, Pantani e Hinault, i fossili ben conservati, Zidane e Materazzi, l’Accademia di Brera, i tweet e la Olivetti, un cesto di triglie fritte e il sole di Paestum. E, ça va sans dire, un mare di sigarette malfumate. In altre parole, ho intervistato Gianni Mura.
Kudos, Kom e altri incantesimi.
posted by giaco72
Si pensa che la bici sia solo Coppi e Bartali, non ci si accorge che invece è molto più Steve Jobs e Mark Zuckerberg. Storia di un Garmin 520, una connessione a Strava e tanta voglia di giocare in strada.
La 25esima ora di Marco Pantani.
posted by giaco72
Marco Pantani era un magnifico “cocciuto”. Stupendo finché ha vinto, pasolinianamente tragico quando ha cominciato a perdere. Da “Il carattere del ciclista” due o tre sassolini nelle scarpe che gli ho voluto far togliere.
I caratteri del Tour: il migliore.
posted by giaco72
Finisce il Tour, finiscono i Caratteri del Tour. Ho scelto, per ultimo, quello più bello. Un messaggio per il futuro di questo sport. Quello, l’unico, che ha provato a divertirci, a portarci oltre il “già scritto”. Si chiama Peter, ha vinto 3 tappe, e per la 5a volta consecutiva la maglia verde, e viene da Zilina. Signore e signori, è con noi, il campione del mondo, Peter Sagan!


