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Pericoloso diventa iPericoloso.

Siamo al delirio. Un ciclistapericoloso che si rispetti non può non esser vittima di surreali deliri da bambino viziato. Ne ho già lungamente disquisito a più puntante. Ma si dà il caso che stavolta non ci sian di mezzo giacchette antivento ultima moda o ruote ad alto profilo carenate allo stremo: insomma componenti completamente inutili […]

Rulli e pupe.

Facciamo così. I rulli sono quell’arnese infernale che può cambiare la vita di un ciclista in inverno. Senza mandarlo all’inferno. Trattasi di meccanismo degno di Dario Argento che trasforma definitivamente il ciclista in una macchina. Da guerra. Egli pedala da fermo, sospeso di qualche cm. da terra, in luoghi appartati. La moglie potrebbe trovarlo, grondante […]

Cannibali.

Cannibali di montagne, briciole di dislivello, ondulazioni brianzole. Cannibali di volate in pianura e trenini sopra i 40 all’ora. Cannibali di endorfine, cuore, passione. Cannibali di levatacce autistiche con il buio ancora acceso, cannibali di barrette, crostatine e chante calire. Cannibali di compagnie improbabili, popolate da autisti, avvocati, ingegneri, pugliesi, moldavi, persino padovani. Cannibali di […]

Cotta e mangiata.

Valcava val bene una messa.
E così domenica si mena sui pedali e ci si dirige al suo cospetto. Il Giau va allenato. Le pendenze over 10% richiedono impegno costante e sofferenza protratta. Allenamento a tener duro.

Che sia un sogno. Non un’ossessione.

Non posso nascondermi: anche se ho paura lo dico. Al “lungo” stavolta ci sto pensando seriamente.
Fa paura. Lo so. Ma sarebbe sciocco nascondersi dietro un dito. Ad oggi, credo, il “Medio” ce l’avrei già nelle gambe. Manca un mese. Spicciolo più, spicciolo meno. Non provarci, non sentirne il richiamo, sarebbe da idioti. Oltre che pavidi.

Casco e piovasco.

Prima tappa seria (parlo di dislivello) di avvicinamento alla MdD ’10.
Lago di Garda, come l’anno scorso. La mia palestra ove ripetere, allo sfinimento, salite su salite.
E i numeri cominciano a girare.
Risultato: portentoso. 111 km totali, con ben 2523 m. di dislivello.
Datemi il Giau.

Pignoni nerazzurri.

Ho deciso: sarò a Cesenatico, con il cuore a Madrid. Tenterò questa follia che mi elettrizza la pelle e il cuore. Correre la domenica dopo la finale di Champions League, attesa trentotto anni. Correre con l’Inter sul comodino. Correre con Cambiasso, sul pacco pignoni.

Sono apparso alla Madonna.

Si dà il caso che ieri credo di avere avuto le visioni. Anzi di essere apparso io. 123 km e 2269 m. di dislivello, oltre 5 ore di bici.

Lago della bilancia.

Laddove c’è un lago, là c’è la differenza. Quale? Quella tra un’uscita qualunque e un’uscita seria. Quella tra il dislivello che scorre nel sangue e le briciole di salita, strappetti rubati al cuore della pianura Padana, che scappan quasi dalle mani. Anzi, dalle gambe.