Cotta e mangiata.

E record personale fu: 00:58:15.

Si parte presto.
Si è in 3.
Io, l’autista e un “Englishman in Milan”, neo-acquisto dal Regno Unito con ascendenti dal Belpaese, tutto targato Cinelli.
Si rema con calma lungo la bassa. Verso Vimercate, poi Imbersago. E finalmente si respira. Là in fondo c’è l’Adda.
A Brivio lo si scavalca. Impetuoso e verde amazzonico. La giornata promette bene: il sole è alto, ma la vetta comincia a incappucciarsi. As always. I proverbiali ripetitori TV appaiono e scompaiono. Dopo averci guardato di lontano, cominciano a preoccuparsi: mica vorranno salir fin qui, sti 3 pirla?
Eh già che abbiam intenzione di venir su. Cominciate a difendervi. Il Valico di Valcava val bene una messa.
E così domenica si mena sui pedali e ci si dirige al suo cospetto. Il Giau va allenato. Le pendenze over 10% richiedono impegno costante e sofferenza protratta. Allenamento a tener duro.
E stavolta (è la terza Valcava che faccio) dura è stata.
Intenso lo sforzo per superare il tratto al 18%, ma intenso anche quello per affrontare il precedente. Non credevo.
Ho l’impressione di non trovare mai il ritmo, a volte vado quasi in affanno.
Eppure, in cima, la lieta sorpresa: -3 minuti sul mio tempo record. Quindi nuovo record: 00:58:15.
Non male, direi. Anzi, pericolosissimo.
Sì, però, ci vole fondo in salita, mi ammoniscono dalla regia.
Concordo, commento. Ma manca il meteo, al momento, e il tempo. Al momento, impegnato in una fucina di cambiamenti e orizzonti.
Ma la Maratona è uno di questi. E non passa in secondo piano.
Il piano di battaglia prevede ancora due weekend pericolosi da qui al d-day. Più uscite infrasettimanali e eventuali rulli mirati.
Un solo verbo: salire, salire, salire.
Bello il rientro: per Villa d’Adda con il ponte di Madison County made in Brianza. Sospesi nel vuoto, sopra un canyon d’acqua scura, tra pareti verdi di alberi e vegetazione fittissima. Un ponte da cui si faceva base jumping a due passi da Milano. Un luogo incantato, selvaggio, tra l’Adda e la provincia bergamasca.
Gli ultimi 30 km sono – al solito – a tutta in trenino. Cambi regolari fino a Vimercate. Poi ritmo blando, da fine gita.
Chiacchiere, scambi di opinioni su Cinelli strato e Cinelli Best off. Qualche pensiero rivolto a Rapha e un profumo di salsiccia alla griglia da stramazzare al suolo. Tipico profumo che accompagna il rientro del ciclista a casa, la domenica, negli ultimi chilometri. Merito, credo, delle numerose Feste di paese che cominciano a popolare l’estate lombarda.
ma bando alle ciance. Sotto, che manca poco.
Da qui al 4 luglio, spegnerò le divagazioni, tenendo accese solo le luci di posizione degli allenamenti cadenzati (stasera: rulli!).
Dislivello, dislivello, dislivello.

Totale distanza: 120 km
Dislivello: 1605 m.
V/M: 24.04 km/h
Pendenza max: 18%
Tempo a Valcava: 00:58:15 (record personale)