Che sia un sogno. Non un’ossessione.

Non posso nascondermi: anche se ho paura lo dico. Al “lungo” stavolta ci sto pensando seriamente.
Fa paura. Lo so. Ma sarebbe sciocco nascondersi dietro un dito. Ad oggi, credo, il “Medio” ce l’avrei già nelle gambe. Manca un mese. Spicciolo più, spicciolo meno. Non provarci, non sentirne il richiamo, sarebbe da idioti. Oltre che pavidi.

La mia droga si chiama July.

Luglio. Il mese più bello.
È nato mio figlio. C’è il giorno dell’indipendenza. La presa della Bastiglia. L’Italia che vince i Mondiali.
Il mese del sole, del caldo, del mare, del lago. Il mese che conta. Il mese della Maratona.

Casco e piovasco.

Prima tappa seria (parlo di dislivello) di avvicinamento alla MdD ’10.
Lago di Garda, come l’anno scorso. La mia palestra ove ripetere, allo sfinimento, salite su salite.
E i numeri cominciano a girare.
Risultato: portentoso. 111 km totali, con ben 2523 m. di dislivello.
Datemi il Giau.

La fuga perfetta.

Sì, Mourinho mi ha pensato. Cambiasso ha abitato i miei polpacci sul Ciola. Milito mi ha spinto in un dribbling principesco e impossibile, tra ciclisti esausti che crollavano a terra, sulle rampe del Barbotto. 18% con il numero 22 sulle spalle.
Io triumphe, cari lettori pericolosi. Come Gianni Brera 28 anni fa.

Da Madrid a Cesenatico, passando per Twin Peaks.

A Campsirago si arriva, proseguendo oltre le rampe al 19% di Cagliano. Voltando a destra, dopo una bellissima fonte paesana. Ci si addentra in un bosco fitto. Non si vede quasi il cielo. Rami, rovi, arbusti. Uno scenario di pura selvaggezza, a due passi da Lecco. È la nota salita del gelataio. Nel senso che a lui si deve l’onore della scoperta. Ed è il gelataio a condurci, cavaliere indomito, a colpi di pedivella per le lande nascoste di questa brughiera lombarda.

Pignoni nerazzurri.

Ho deciso: sarò a Cesenatico, con il cuore a Madrid. Tenterò questa follia che mi elettrizza la pelle e il cuore. Correre la domenica dopo la finale di Champions League, attesa trentotto anni. Correre con l’Inter sul comodino. Correre con Cambiasso, sul pacco pignoni.

Fango e ripetute.

Due le uscite pericolose nei pertugi – praticamente inesistenti – messi in-generosamente a disposizione da Giove Pluvio la scorsa settimana. Una giovedì, di 3 ore; una domenica, di 5. Totale 205 km per 2.400 m. di dislivello. Non male, considerando la situazione barica anomala cui siamo costretti a sottostare, noi abitanti delle lande settentrionale. Quando […]

Who’ll stop the rain?

Meno di due mesi alla Maratona. E tu piovi. Maledetto.

Madrid o Cesenatico?

Novecolli o Santiago Bernabeu? Barbotto o Cambiasso?
38 anni o 1800 m. di dislivello?