Category Archives: Perché la domenica mi lasci sempre sola?

La domenica è giorno, imprescindibile, di allenamento: si ringraziano tutte le mogli dei ciclisti, ovunque esse siano.

Sono apparso alla Madonna.

Si dà il caso che ieri credo di avere avuto le visioni. Anzi di essere apparso io. 123 km e 2269 m. di dislivello, oltre 5 ore di bici.

Quelli che il Rancio.

Uscita (e salita) spelndida. Il San Primo. Non potevo che arrivarci primo.

Lago della bilancia.

Laddove c’è un lago, là c’è la differenza. Quale? Quella tra un’uscita qualunque e un’uscita seria. Quella tra il dislivello che scorre nel sangue e le briciole di salita, strappetti rubati al cuore della pianura Padana, che scappan quasi dalle mani. Anzi, dalle gambe.

Donne e motori.

Si parte con 6°. Le mani intirizzite. Si rientra, grondanti gioia e – per la prima volta – sudore, con la bellezza di 23°. E neanche a mezzodì.

Anch’io sono per il posto fisso.

Che piova, che grandini, che tuoni, che lampeggi. Le chiappe sempre sulla sella. Il Lissolo chiama. Noi si risponde.

Ferri del mestiere.

Mi sono messo a scrivere tardi, quando forse non mi ero accorto che poteva anche essere bello. E ho scoperto che invece per me era pane. Pane e consonanti. Focaccia e semantica. Sfilatino e figure retoriche. Come pedalare.

Il Colle prima della tempesta.

Primo Colle dell’anno, prima dell’ennesima, fottutissima, stramaledetta “ondata di gelo”.

Thunder road.

80 km, 590 m dsl, v/m: 29/h – 134. Record personale.

Ora et pedala.

Uscita di sabato. Bella, col sole. E le endorfine.