Category Archives: Perché la domenica mi lasci sempre sola?

La domenica è giorno, imprescindibile, di allenamento: si ringraziano tutte le mogli dei ciclisti, ovunque esse siano.

Pericoloso diventa iPericoloso.

Siamo al delirio. Un ciclistapericoloso che si rispetti non può non esser vittima di surreali deliri da bambino viziato. Ne ho già lungamente disquisito a più puntante. Ma si dà il caso che stavolta non ci sian di mezzo giacchette antivento ultima moda o ruote ad alto profilo carenate allo stremo: insomma componenti completamente inutili […]

Busy rider.

Sono un ciclista impegnato ultimamente. Non trovo un buco di tempo, che sia uno, per darmi alla pedivella. Sto sottraendo pause e pensieri alla mia passione. Occorre riparare. Complice la stagione che si chiude,  ho santificato poco tempo al pignone. Padre perdoni. Epperò, ogni santa uscita porta con sé il risveglio di emozioni primarie. Come […]

Rulli e pupe.

Facciamo così. I rulli sono quell’arnese infernale che può cambiare la vita di un ciclista in inverno. Senza mandarlo all’inferno. Trattasi di meccanismo degno di Dario Argento che trasforma definitivamente il ciclista in una macchina. Da guerra. Egli pedala da fermo, sospeso di qualche cm. da terra, in luoghi appartati. La moglie potrebbe trovarlo, grondante […]

L’autunno racconta.

C’è il profumo dei falò mattutini, le stoppie bruciate al primo, timido sole del giorno. C’è l’aria frizzante: sono le 8 e ci sono 8 gradi. Ci sono i sottoguanti Assos – dimenticati sotto l’afa estiva – a far d’alfieri. C’è il rosso acceso dell’edera sulle case, bellissimo, incomparabile al verde. C’è un cielo azzurro […]

Cannibali.

Cannibali di montagne, briciole di dislivello, ondulazioni brianzole. Cannibali di volate in pianura e trenini sopra i 40 all’ora. Cannibali di endorfine, cuore, passione. Cannibali di levatacce autistiche con il buio ancora acceso, cannibali di barrette, crostatine e chante calire. Cannibali di compagnie improbabili, popolate da autisti, avvocati, ingegneri, pugliesi, moldavi, persino padovani. Cannibali di […]

Sempre caro mi fu quest’ermo Colle.

Si riparte, ragazzi. Con un po’ di malinconia per le vette che furono e un po’ di sano realismo: l’autunno comincia domani, il grosso della stagione è andato.
Si riparte dalle cose care. Le care, vecchie abitudini autunnali. La Brianza pura.

Nesso, droga e rock ‘n’ roll.

Vetta in 00:55′:43″. Ma salita che vende carissima la pelle, questa Colma di Sormano. Bella tosta e mai paga. Lunga il giusto e con un panorama, a 1.124 m. slm, che merita la gita. E la fatica.

Mascalzone ladino.

Mascalzone, mascalzonaccio che non sono altro. Ve l’ho fatta sotto il naso.
E voi non ve ne siete manco accorti.

Ho visto le streghe.

Lungo la provinciale dimenticata che solca la Valvestino, ci sono piccoli segni sull’asfalto o sulle rocce sporgenti che, come rune lasciate da streghe antiche, indicano misteriose deviazioni verso il monte. Un monte verde scuro di un bosco fitto, da cui non si vede emergere costruzione alcuna per ettari ed ettari.