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ottobre 16

Fogliegialle

La strada si fa via via meno trafficata, sali veloce – la gamba è ancora buona, ricordo dell’ultima Ötztaler forse – all’inizio qualche motociclista ti fa compagnia, poi mano mano che ti allontani, nessuno. Finché non rimani completamente solo, lungo una magnifica striscia nera in mezzo al rosso, al giallo e a qualche – sparuta e disadatta ormai – macchia di verde rimasta.

Gargnano express.

Splendida, meravigliosa uscita nelle terre che amo. L’alto Garda bresciano. Laddove la Lombardia depone verso il Trentino. Tra una manciata di ulivi e limoni, che par d’essere in Campania e massi di rocce acuminate, rotolate nel lago, spinte a valle da un gigante, che par d’essere in Austria-Ungheria. Una terra sospesa tra l’Italia mediterranea e […]

Il cielo sopra Gargnano.

quando il bambino era bambino, se ne andava a braccia appese. voleva che il ruscello fosse un fiume, il fiume un torrente, e questa pozza il mare. quando il bambino era bambino, non sapeva d’essere un bambino. per lui tutto aveva un’anima, e tutte le anime erano tutt’uno. (Peter Handke) Quando il pericoloso era pericoloso […]

Il lago che vorrei.

Piccola, doverosa, premessa: onore a Pietro, che ha domato i muri del Nord, e si è bevuto il Fiandre come fosse un bicchiere di whisky, tenendo alti i colori della CNB – Squadra Corse. Giusto per dare l’idea, dò i numeri. Quelli dell’impresa: 260 km, 2.000 m. di dislivello, pavè a go-go, vento contrario, vento […]

Busy rider.

Sono un ciclista impegnato ultimamente. Non trovo un buco di tempo, che sia uno, per darmi alla pedivella. Sto sottraendo pause e pensieri alla mia passione. Occorre riparare. Complice la stagione che si chiude,  ho santificato poco tempo al pignone. Padre perdoni. Epperò, ogni santa uscita porta con sé il risveglio di emozioni primarie. Come […]

L’autunno racconta.

C’è il profumo dei falò mattutini, le stoppie bruciate al primo, timido sole del giorno. C’è l’aria frizzante: sono le 8 e ci sono 8 gradi. Ci sono i sottoguanti Assos – dimenticati sotto l’afa estiva – a far d’alfieri. C’è il rosso acceso dell’edera sulle case, bellissimo, incomparabile al verde. C’è un cielo azzurro […]

Strafatto.

Ragazzi, sono sfatto.
Nel mondo dei sogni, con le palline colorate e le pedivelle che mi ruotano attorno al cranio.
Sono sotto effetto pesante. Non so se ritorno stavolta.

Casco e piovasco.

Prima tappa seria (parlo di dislivello) di avvicinamento alla MdD ’10.
Lago di Garda, come l’anno scorso. La mia palestra ove ripetere, allo sfinimento, salite su salite.
E i numeri cominciano a girare.
Risultato: portentoso. 111 km totali, con ben 2523 m. di dislivello.
Datemi il Giau.

Lago della bilancia.

Laddove c’è un lago, là c’è la differenza. Quale? Quella tra un’uscita qualunque e un’uscita seria. Quella tra il dislivello che scorre nel sangue e le briciole di salita, strappetti rubati al cuore della pianura Padana, che scappan quasi dalle mani. Anzi, dalle gambe.