Il lago che vorrei.

Weekend di acqua dolce, più sale alla preparazione.

Piccola, doverosa, premessa: onore a Pietro, che ha domato i muri del Nord, e si è bevuto il Fiandre come fosse un bicchiere di whisky, tenendo alti i colori della CNB – Squadra Corse. Giusto per dare l’idea, dò i numeri. Quelli dell’impresa: 260 km, 2.000 m. di dislivello, pavè a go-go, vento contrario, vento in faccia, vento di fianco, sole, acqua, sole. Si parte col buio si arriva col buio.
Un eroe. Non ci sono altre parole.
Veniamo invece ai miei ritmi, molto più terrestri e umani.
Bene, vi annuncio che ho dato il via all’operazione “dislivello 2012”, che mi dovrà portare dritto alla cima del Gavia e del Mortirolo.
Un uomo solo al comando prende allora l’auto un venerdì sera, ci sbatte dentro una belva da gara tutta nera con delle ruote rosso diavolo e parte. Attraversa l’autostrada solo, guardando le luci artificiali di mille colori che l’asfalto porta con sé, pregustando già l’assalto all’ondulazione che lo attende il mattin seguente.
Si lascia alle spalle l’autostrada con i suoi bagliori postmoderni e entra nel buio lungo una vecchia statale. Frinir di grilli, primi tepori primaverili. La belva nel bagagliaio se la dorme tranquilla. Non sa che domani dovrà scatenar l’inferno.
I primi tornanti annunciano la lenta discesa sul Lago di Garda. Salò, Gardone, il Vittoriale e poi ecco, un paesin’ di poche anime: Gargnano. Le porte sbattono, la belva si sveglia e tocca l’asfalto per qualche decina di metri.
Nel casolare poche luci e il silenzio. L’uomo solo al comando è ciclistapericoloso, giunto per un raid solitario fatto di pensieri e voglia di dare il primo giro di vite alla preparazione.
E così sarà. Sveglia all’alba delle 6 e qualcosa. L’inconfondibile rumore dei piedi scalzi che scendono la scala e la stradina di ciottoli che conduce al bitume. Il “clac” delle SIDI Ergo Carbon 2 che si chiudono e si agganciano alle tacchette. E i primi, lenti, assonnati colpi di pedale che fendono il tepore primaverile d’inizio aprile. Dio, che bello.
Voi non potete capire. L’aria frizzantina, liscia e anche un po’ gasata. Per non dire effervescente, del Garda. Il “mio” Lago. Non me ne voglian il Lario e il Maggiore, L’Iseo e il Bolsena. Il Garda è casa mia.
Avevo bisogno di questa uscita in solitario, dietro ai miei pensieri, alle mie peregrinazioni mentali. Un giro di boa e di vite alla preparazione in vista del Gavia e del Mortirolo, del Giau e del Barbotto. 120 km, salite a profusione, finalmente. Senza il freddo, la bruma, la gamba molle. Finalmente i quadricipiti sottoposti a dovere a sferzate da sergente di ferro cominciano a rinsavirsi dal torpore invernale, dal letargo dei rulli in cantina. E che gioia, amici miei. Che gioia: da Gargnano salgo a Briano. 900 m. di dislivello in sorso. 13 km di salita splendida. Prima soffice e leggera, poi ardua e severa. Le rasoiate al 17% nel bosco dopo la frazione di Liano, tra rumori di scoiattoli che scappano impauriti e il frusciar dei cipressi mi mettono di buon umore. La vetta è vicina.
La discesa in presa bassa, bevuta come un cappuccino caldo e poi via. È la volta di Muslone. Manciata di case abbarbicata sulla roccia, al cospetto della Cima Comer, nel cuore dell’Alto Garda Bresciano. Silenzio: non vedo un’auto in tutta l’ascesa e nemmeno una nella discesa. Muslone giace assonnato a picco sul verde del lago blu. Un ossimoro cromatico che solo il Garda, sponda bresciana, al confine tra Lombardia e Trentino, sa offrire.
Seguono altre scorribande assortite con la stanchezza del bimbo dopo i giochi. Rientro a pranzo, nessuno mi aspetta. Mi doccio tra vapori da calidarium romano e mi beo nelle endorfine come l’ultimo dei dipendenti. Che piacere, ragazzi. Un’orgia di primavera e dislivello impagabile. Ne avevo bisogno.

Aggiornamento rapido: proseguono anche le uscite infrasettimanali pre-lavoro. Oggi 70 km, pianura, a ritmo variato. Con qualche SFR da disturbato mentale lungo i cavalcavia tra Cassinetta di Lugagnano e Abbiategrasso. Abbiate pietà per i nomi.

02/04
Distanza: 120 km
Dislivello: 2.106
V/M: 22,4 km/h
Pendenza max: 17%
RMP: 79-162

06/04
(Pianura)
Distanza: 69,8 km
V/M: 28 km/h