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luglio 18

La Gara – Puntata 6: L’Età del Rame

All’Ötztaler si pedala un’intera giornata tra valli dove i fiumi scorrono impetuosi e le montagne, tutte o quasi sopra i duemila metri, raccontano di nevicate fitte anche d’estate e di musi lunghi scavati dal freddo. Luoghi dove, forse, solo gli uomini dell’età del Rame o, in epoca più recente, i contrabbandieri, sapevano davvero come fare a sopravvivere. dalla passione per la bicicletta e per il superamento dei propri limiti fisici. Una prova di endurance che non ha eguali in Europa. 238 chilometri e 5.500 metri di dislivello: dieci o dodici ore di bicicletta almeno. Per i meno allenati anche di più.

luglio 15

La Gara – Puntata 5: Similaun

Era la tarda mattina del 19 settembre. Il sole era alto in cielo e l’aria frizzante. Era una di quelle tipiche giornate che in montagna sanno di meraviglia e incantesimi. Erika e Helmut Simon, una coppia di coniugi tedeschi di Norimberga, dovevano raggiungere il rifugio Similaun, base di moltissime escursioni per alpinisti.

luglio 13

La Gara – Puntata 4: Ride to Survive

Mi incuneo subito, facendomi se possibile ancora più piccolo, in un drappello di austrungarici non meglio identificabili, ma sufficientemente grandi e grossi da metter in mostra buone gambe, partono subito lancia in resta, abbondantemente sopra il 40 all’ora. È il mio treno, mi chiama. In gara in bici ognuno ha il suo. O, meglio, se lo deve trovare da sé: lesto vi si deve infilare, prestando attenzione alle borracce che cadono, alle rotonde malsegnalate, ai ventagli mancati, agli svolazzi, alle cadute (frequenti alla partenza) e ai cambi di traiettoria improvvisi. Ora siamo scesi dalla barca a vela e siamo saliti a bordo di una Formula 1.

luglio 07

La Gara – Puntata 1

Le nubi basse avvolgono il bosco che risale verso Vent e Obergurlg, e poi su e ancora più su fino al Timmesjoch, il passo Rombo, a 2500 metri di quota. I tetti delle baite e degli chalet sbucano qua e là come apparizioni lillipuziane. I campanili a cipolla delle chiese tirolesi sembrano funghi spuntati durante la notte. Lo sbuffare dei camini, già accesi per via delle basse temperature, si confonde con quello della coltre grigia e carica d’acqua, trasformando il paesaggio in uno scenario onirico. Le cabine della funivia che sale verso il ghiacciaio Rottenbach, a più di tremila metri do quota, si perdono nel nulla solforoso. Alle sei è prevista la conferenza stampa per i giornalisti proprio lì in cima: dovrei andarci, ma onestamente ne ho poca voglia.