Re del Viceré.

Davanti a queste facce da armata brancaleone in festa, in cima all’Alpe del Viceré, la paura mi ha salutato e se n’è andata per i fatti suoi. Là da dove era venuta.
Dice Nicko “La paura te la dimentichi. Fino alla prossima caduta”. Credo sia vero. E non ho voglia di pensare, al momento, a prossime eventuali cadute.

La paura.

Ebbene sì, lo ammetto: la caduta mi ha messo paura. È dura da da mandare giù, soprattutto per un ciclista pericoloso come me, ma tant’è. Ho, un po’, di paura in più da oggi. E devo imparare a gestirla. E renderla un importante alleato. Forse, infatti, detto tra noi, è meglio così. E’ più sano: la paura aiuta a vivere meglio e più a fondo la propria passione.

La prima caduta.

Cado su un fianco: per fortuna l’istinto mi fa appoggiare la mano e non mi faccio nulla. Se non una leggerissima abrasione sul ginocchio destro e una botta sul palmo della mano. Ma lo spavento resta. Non ero mai caduto. Non avevo mai fatto prima di sabato l’esperienza della totale perdita di controllo del mezzo.

Ultravelocità.

La cosa che mi resta più impressa dell’uscita di ieri: la velocità e l’adrenalina da galleria del vento del ritorno. Una media di 40 km/h con punte, nei leggeri tratti di falsopiano da Casatenovo a Monza, di 60/h. Un orgasmo sufico e autoeccitante.

Beauty Farm Ciclabile.

  Clark Kent è tornato nei suoi panni. E vi fa il resoconto dell’uscita appena fatta. Ciclabile del Naviglio Grande. Pausa pranzo pericolosa. Pranzo che, ovviamente, è stato saltato.  45 km. 39 in canna (sul muletto: non monta la compact) sui 30-35/h. Io e il mio compagno di giochi, Mario. Prima uscita con pantaloncino corto. […]

C’è una strada nel bosco.

Altopiano di Rasone. Nel Parco dell’Alto Garda Bresciano. Diciamo la verità: sabato ne ho fatto solo un pezzo. E’ ancora freddo per salire fino in cima (1000 m.) e la strada è ancora parecchio conciata dopo il devastante, meteorologicamente parlando, inverno appena trascorso.

I’m going wild.

Ho voglia di selvaggezza. Ho voglia di salite. Il Lago di Garda mi attende.
Ne ho bisogno fisico dopo una settimana passata al chiuso.

Ciclista pericoloso incontra Ciclista per caso.

“Mr. Pericoloso, I suppose”.  Eh già. In carne ed ossa. Pericolosissimo incontro ravvicinato in quel di Perego. Mentre mi lancio a tutta giù dalla Sirtori, e con la coda dell’occhio vedo la pericolosa truppa dell’Argentia (nota squadra gorognzolese, che trasuda Adda e Brianza da tutti i pori), mi sento inequivocabilmente appellare. E’ Roberto. Il ciclista […]

In culo alla balena.

Oggi fanno – 4 mesi alla Maratona dles Dolomites.
Il sogno di un anno, l’obiettivo di una stagione, il brivido che mi percorre la schiena e mi conforta nelle giornate più difficili.