Hotel Excelsior di Albisola (SV), 2 giugno 1969. Le analisi, appena confermate dal laboratorio mobile del Giro d’Italia, sono spietate. Il “cannibale”, come era chiamato il belga per la sua ingordigia di vittorie, aveva assunto sostanze stimolanti. O gliele avevano ficcate, di nascosto, nella borraccia? Così forte com’era, aveva davvero bisogno di “drogarsi”? Montanelli tuona, Zavoli tentenna, il Giro è in lutto. Da “Il carattere del ciclista”, ecco “L’ingordo” Eddy Merckx, piangente in una stanza d’albergo.
In assenza di vento, gli aquiloni non volano.
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Tra pessimismo e realtà, con la straordinaria partecipazione di Bugno, Pantani e Hinault, i fossili ben conservati, Zidane e Materazzi, l’Accademia di Brera, i tweet e la Olivetti, un cesto di triglie fritte e il sole di Paestum. E, ça va sans dire, un mare di sigarette malfumate. In altre parole, ho intervistato Gianni Mura.
Metti un venerdì a BookCity.
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Ci sono ciclisti di cui ho, colpevolmente parlato di meno durante le presentazioni de “Il carattere del ciclista”. Venerdì a BookCity vorrei parlare anche di lui. Il professore. Quello con gli occhiali che, forse, aveva sbagliato mestiere. Appuntamento alle 17:30 al Teatro della Cooperativa – via Hermada 8 Milano. Chissà che in qualche modo non ci sia anche lui.
Slovacchia Mia.
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Sid Vicous, Eddy Merck e Andy Warhol, i 40° all’ombra del Quatar e la piccola Zilina. Storia del “guascone” Peter Sagan, due volte campione del mondo.
Kudos, Kom e altri incantesimi.
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Si pensa che la bici sia solo Coppi e Bartali, non ci si accorge che invece è molto più Steve Jobs e Mark Zuckerberg. Storia di un Garmin 520, una connessione a Strava e tanta voglia di giocare in strada.
La 25esima ora di Marco Pantani.
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Marco Pantani era un magnifico “cocciuto”. Stupendo finché ha vinto, pasolinianamente tragico quando ha cominciato a perdere. Da “Il carattere del ciclista” due o tre sassolini nelle scarpe che gli ho voluto far togliere.
CONGIUNZIONI ASTRALI.
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Rapha, Cinelli e quello strano modo sovversivo di raccontare il ciclismo. Martedì 13 settembre “Il Carattere del ciclista” incontra due mostri sacri del pedalare. Vi aspetto con Antonio Colombo nel nuovo Rapha Pop Up Store Milano. Siateci.
I caratteri del Tour: il migliore.
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Finisce il Tour, finiscono i Caratteri del Tour. Ho scelto, per ultimo, quello più bello. Un messaggio per il futuro di questo sport. Quello, l’unico, che ha provato a divertirci, a portarci oltre il “già scritto”. Si chiama Peter, ha vinto 3 tappe, e per la 5a volta consecutiva la maglia verde, e viene da Zilina. Signore e signori, è con noi, il campione del mondo, Peter Sagan!


