Uscirà martedì 29 maggio “Gli italiani al Tour de France”, il mio nuovo libro (Utet). Assieme a me lo hanno scritto un po’ Savinio, un po’ i Krafwerk, un po’ Michele Mari (che ringrazio personalmente per molte ispirazioni), un po’ Pantani, un po’ Alberto Tomba, un po’ Totò Schillaci, un po’ Marcel Proust, un po’ Freud, un po’ i Pink Floyd, un po’ Zuckenberg, un po’ i minatori del Nord della Francia, un po’ i soldati italiani nella Grande Guerra sul Piave
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Messico e nuvole
posted by giaco72
Stamattina sono stato a vedere l’anteprima di “Moser, scacco al tempo”, il film di Nello Correale sull’incredibile carriera di Francesco Moser, culminata con il record dell’ora a Città del Messico nel 1984. Sento il bisogno di parlarvene. Ecco perché.
Catch me if you can.
posted by giaco72
Storia di un guascone alla Milano -Sanremo. Sabato sarà Milano-Sanremo, sabato sarà caccia a Peter folletto Sagan. Edizione numero 109 della Classicissima, il campione del mondo, dopo due tentativi falliti di un soffio, proverà a portarla a casa. Garantito. Sagan avrà indosso il dorsale numero 61 e tutti punteranno quel numero come fosse una preda. […]
Lo squalo che mangiava le foglie
posted by giaco72
È una corsa un po’ malinconica e crepuscolare, chiude tradizionalmente la stagione e, oltre che di foglie – in realtà sempre più vive che morte – racconta di campioni veri. Scopriamo insieme il carattere dell’ultimo italiano ad aver vinto il Giro di Lombardia: Vincenzo Irriducibile Nibali.
San Valentino
posted by giaco72
Per interrompere in fretta quell’imbarazzo, hai cercato i soldi in tasca, “Ma cosa fa signor Pantani? È tutto offerto, ci mancherebbe altro!”.
Hai sorriso, gli hai dato una pacca sulle spalle e l’hai congedato.
Poi la porta si è chiusa, piano piano e con dolcezza. Senza far troppo rumore, che quasi non ce ne siamo accorti, ci hai lasciati tutti fuori. A tripla mandata.
Crapone che non sei altro.
Grand Hotel Excelsior
posted by giaco72
Hotel Excelsior di Albisola (SV), 2 giugno 1969. Le analisi, appena confermate dal laboratorio mobile del Giro d’Italia, sono spietate. Il “cannibale”, come era chiamato il belga per la sua ingordigia di vittorie, aveva assunto sostanze stimolanti. O gliele avevano ficcate, di nascosto, nella borraccia? Così forte com’era, aveva davvero bisogno di “drogarsi”? Montanelli tuona, Zavoli tentenna, il Giro è in lutto. Da “Il carattere del ciclista”, ecco “L’ingordo” Eddy Merckx, piangente in una stanza d’albergo.
8 Volte 9 Colli.
posted by giaco72
Una storia di ascensori, banane, strade dissestate, salite avventurose e l’inspiegabile miglior tempo di sempre. Signore e signori, ecco a voi la mia ottava Novecolli.


