To do. Or to do not. There is no try.

domenica 26 giugno. Ore 7. Indietro non si torna.

Allora, sono in partenza.
Sono in partenza per l’Aprica. Mamma, vado a fare il Gavia e il Mortirolo. Mammamia. Che paura. Mammamia. Che gioia.
C’ho i pensieri sottosopra. Uno va sull’altro: come sarà il paesaggio sul Gavia? Come sarà la discesa, fredda fredda , vero?
Cosa mi metto, braghe corte, bermuda, o vado in mutande?
E da mangiare? La Casoela, lo stracotto d’asino o una borraccia con la pozione di Panoramix?
È come andare al Santiago Bernabeu o allo Stamford Bridge dello scalatore. Mica ci puoi andare preparato.
L’impreparazione fa parte del gioco. Non c’è storia. Non sarai pronto mentalmente, deve essere una sopresa. Avrai considerato tutte le variabili possibili immaginabili, ma sarà una cosa diversa.
Quando sono andato a New York la prima volta, uscito in strada, ho detto: “Porcamiseria, ma allora… esiste davvero!”.
Già. New York esisteva davvero. Mica era finta.
Mica saran finti Gavia e Mortirolo. E solo in quel momento lo realizzerò. Sono i momenti in cui percepisci l’essenza di quello che hai sempre immaginato prima, ma in modo non del tutto conforme alla realtà. È un istante. Una frazione di secondo in cui tutto ti appare chiaro per quello che semplicemente è. Ma è così difficile immaginarlo prima, è così difficile che non potrai mai riuscirci. Per quanto ti ci sforzerai.
E questo è il bello delle emozioni forti e della bicicletta da corsa.
E allora, bando alle ciance. Sarà così anche domenica. Con quei giganti addormentati, come due vecchi che se la ridono alle mie spalle.
Ma loro non sanno che avranno a che fare con il ciclistapericoloso.
Oh, mi raccomando: ci si ribecca tutti qui lunedì.
Comunque vada, sarà uno spettacolo.