Category Archives: Camera d’aria

Riflessioni a ruota libera.

Panta rei.

Il 24 maggio sarò a trovare Pantani. A casa sua.

Domenica vado di corsa.

Riepilogo: Giro dei 3 Laghi, trofeo Carrera. Salò, ore 8:00. 137 km, 1.800 m. dsl. Un anno fa, la prima gran fondo del ciclista pericoloso: resoconto dettagliato qui. Partenza lungo il lago, 16 km tirati, da fare in gruppo (non come l’anno scorso, dove partii con il 34 “per scaldarmi”, non dico altro). Poi a Gargnano, ascesa […]

Foratura mentale.

Piccole considerazioni per-pasquali in libertà. Fuori dalla camera d’aria degli schemi.

La paura.

Ebbene sì, lo ammetto: la caduta mi ha messo paura. È dura da da mandare giù, soprattutto per un ciclista pericoloso come me, ma tant’è. Ho, un po’, di paura in più da oggi. E devo imparare a gestirla. E renderla un importante alleato. Forse, infatti, detto tra noi, è meglio così. E’ più sano: la paura aiuta a vivere meglio e più a fondo la propria passione.

Beauty Farm Ciclabile.

  Clark Kent è tornato nei suoi panni. E vi fa il resoconto dell’uscita appena fatta. Ciclabile del Naviglio Grande. Pausa pranzo pericolosa. Pranzo che, ovviamente, è stato saltato.  45 km. 39 in canna (sul muletto: non monta la compact) sui 30-35/h. Io e il mio compagno di giochi, Mario. Prima uscita con pantaloncino corto. […]

I’m going wild.

Ho voglia di selvaggezza. Ho voglia di salite. Il Lago di Garda mi attende.
Ne ho bisogno fisico dopo una settimana passata al chiuso.

La squadra che vorrei.

Sogno una squadra come questa, ragazzi. La sogno e non è solo un sogno. Quando sono montato con le chiappe su questo mondo, un anno e mezzo fa, ero solo come un cane. Oggi sto mettendo su una squadra. Mi piace pensarci così, come in questo filmato del team Rapha al Tour of California. Belli, […]

La Montagna Incantata.

    “Se il Colle è la moglie del ciclista, la Valcava è l’amante”. Parole sante, subito.  E’ sempre un piacere svegliarsi e vederla. Dopo una notte sferzata dal vento, stamattina era così: da Corso Buenos Aires, in direzione viale Padova, i ciclisti milanesi avevano una sorpresa in serbo. Svegliarsi, uscire di casa e vedere […]

Perché io salgo.

Perché mi piace andare in salita?
Perché fare fatica, consumare ettolitri di liquidi, farsi venire il mal di schiena unicamente per inerpicarsi come degli idioti a su dei tornanti a gomito? Perché amare l’ondulato, quando puoi startene sotto un ombrellone a sorseggiare una noce di cocco bello orizzontale?