E capita che arrivi al Tour de Frane il grande giorno della cima delle cime. Quella dove Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard dovranno fare i conti con l’aria rarefatta. Quella più alta, quella per cui i francesi vanno via di testa, ma devo ammettere che, di testa, quando l’ho scalata (seppure dal versante opposto), ci sono andato via pure io.
La cima de la Bonette. Altitudine 2802 metri sul livello del mare. Il nostro Stelvio, per intedenrci, è a 2758. Un po’ più in basso.
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Dal 9 febbraio fuori!
posted by giaco72
14 febbraio 2004. Una telefonata dal Residence Le Rose di Rimini avvisa che c’è un corpo a terra in un appartamento. È quello di Marco Pantani, il ciclista italiano più popolare e discusso, capace di entusiasmare l’opinione pubblica come mai nessuno dai tempi di Coppi e Bartali. Quando vinceva il Giro d’Italia e soprattutto il […]
Incompreso
posted by giaco72
Pipì e cattiveria Il ciclista è Chris Froome, più semplicemente Froomie per gli amici, Mr. Frullino per molti di noi, soprattutto italiani e francesi. Celebri le sue accelerate imbarazzanti in salita, a mo’ di sbattitore di uova, capaci di mettere a tacere interi Tour de France. Il povero Chris ha sempre avuto un piccolo problemino però. […]
Dio, che sete!
posted by giaco72
14 febbraio 2004, Marco Pantani viene ritrovato morto in un miniappartamento del residence Le Rose di Rimini. Si era barricato da dentro. Di quel giorno si è detto e scritto tanto, forse troppo. Io ho provato a farlo parlare in prima persona nel mio libro “Gli Italiani al Tour de France” (Utet 2018), ripercorrendo la sua ultima grande impresa, Courchevel 2000.
Quindici
posted by giaco72
“Armstrong, mi dicono, è rimasto piantato sui pedali, che gioia. Mentre mi alzo fuori sella, sono tutti attoniti, mi guardano come venissi da un altro pianeta. Lo stesso dove ero due anni fa, il Galibier. Sono tornato, maledetti, cosa credevate?” . Marco Pantani è morto 15 anni fa oggi. Per ricordarlo un breve estratto dal mio ultimo libro “Gli italiani al Tour de France”
La Forza Tranquilla.
posted by giaco72
“Mi dicono di menare più forte sul pavé? Io eseguo. Aumento il ritmo con una spietatezza che non mi conoscevo. Lo “Squalo dello stretto”, come sono soprannominato, del resto è un animale cattivo.” Direttamente dal mio ultimo libro “Gli italiani al Tour de France”, Vincenzo Nibali.


