Tag Archives: bici da corsa

aprile 08

Terre Rare

Storia del legame profondo tra il ciclista e il paesaggio che attraversa. Pedalare amplifica le emozioni e i ricordi. Un occasione, vicina a Milano, è la Granfondo BGY Airport di Bergamo. 6 le valli attraversate: tra bellezze naturali, storia e tradizione, dove il ciclista può scoprire paesaggi in armonia con il proprio io interiore.

luglio 18

Madame Bonette c’est moi

E capita che arrivi al Tour de Frane il grande giorno della cima delle cime. Quella dove Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard dovranno fare i conti con l’aria rarefatta. Quella più alta, quella per cui i francesi vanno via di testa, ma devo ammettere che, di testa, quando l’ho scalata (seppure dal versante opposto), ci sono andato via pure io.
La cima de la Bonette. Altitudine 2802 metri sul livello del mare. Il nostro Stelvio, per intedenrci, è a 2758. Un po’ più in basso.

Maggio 21

Bergamo in Giro

La Bergamasca, con tutte le sue infinite insenature e salite, generosa di anfratti liberi dal traffico e colmi di rara natura selvaggia, è lo sciogli-gambe perfetto per le grandi salite. Quelle che per farle devi aspettare giugno o luglio, quando aprono i valichi, liberati dalle nevi. E che poi vengono chiuse nuovamente a ottobre, quasi si trattasse di un incantesimo che dura solo qualche settimana e che ogni ciclista ha imparato ad amare

marzo 17

“Itinerario Felice” fuori oggi: cosa aspettarsi dentro

Itinerario Felice: da Bergamo a Brescia sulle strade di Gimondi” (Enrico Damiani Editore 2023) è il mio ultimo libro.
Da venerdì 17 marzo 20203, lo troverete in tutte le librerie e sulle principali piattaforme di e-commerce (Da Amazon alle altre). Qui, in un minuto, vi anticipo cosa ci trovate dentro. #Itinerariofelice #FeliceGimondi #ciclismo #EnricoDamiani #bgbs2023 #novitainlibreria #libridi sport

dicembre 25

la gara- puntata 15: La strada

Devo affrontare la bufera che non avrei mai voluto affrontare. Sono nudo, senza orpelli, senza appigli, senza finte difese. Aggancio il pedale stringo il casco ed esco dal tunnel allo scoperto in mezzo a una nebbia fitta come nemmeno in pianura padana a gennaio. Sono le nuvole basse. Non vedo nulla. i contorni della carreggiata sfumati, il buio della sera che sta scendendo, le ombre dei ciclisti davanti a me nelle loro mantelle sono piccole chiazze di colore su una tela bianca e uniforme. Però che bello, Dio santo. Dove mi trovo? Perché sono qui? Cosa, nella mia vita mi ha condotto oggi in questa situazione onirica e vagamente pittorica? Ho le gambe fradice e la salopette zuppa non facilita le cose: pesa il doppio, la discesa è gelida e invisibile.

settembre 22

La Gara – Puntata 14: Dritto per dritto

C’è un punto in cui il dialogo si fa chiaramente impossibile: non diamoci neanche del “tu”, pare dire la montagna all’ingegnere stradale più visionario d’Italia: con te non voglio avere nulla a che fare! E invece l’ingegner Carlo studia, non dorme la notte, non si da per vinto, impartisce ordini a geologi, studiosi di movimenti tellurici e dei cedimenti strutturali eventuali. Non si capacita di quella mancanza di comunicazione (in tutti i sensi) tra lui e la roccia viva. Carlo non andava per il sottile. Andava dritto per dritto.

settembre 14

La Gara – Puntata 13: Balcanica

Scavalco in sella alla mia bici, indenne, il Brennero e i suoi demoni e mi fiondo nella discesa, umida ma meno fredda di quella precedente dal Kühtai, verso Vipiteno. Sterzing per i locali. La partita dello yogurt, quello che amo di più. Al mirtillo, per la precisione.

settembre 10

La Gara – Puntata 12: Pamplona

Donne, uomini, ragazze e ragazzi che si ritrovano lì, come a una sorta di metaforico Roxy Bar del dislivello, trascorrendo vigilie inquiete a confrontarsi sull’abbigliamento da indossare il giorno dopo, bere birre burrascose, credendo di alleggerire così, ingenuamente, una tensione che è invece parte integrante della festa stessa. E in quanto tale va accettata e celebrata.

settembre 04

La Gara – Puntata 11: CCCP

l Kühtai è “soltanto” il primo dei 4 passi di cui si compone questo massacro a pedali in terra tirolese. Un nome che sa di giapponese più che di austriaco, a dire la verità. Qualcosa che ti vuole azzannare come un tifone monsonico d’oriente con torrenziali quantitativi di acqua e onde invalicabili (per tornare all’amato Conrad). Fa freddo, un freddo porco e non è proprio il caso né la situazione propizia, come detto, per pensare ai finisher e al balconcino fiorito della mia pensioncina. Siamo solo all’inizio. la temperatura si approssima allo zero, i concorrenti sono ancora intabarrati come o quasi alla partenza: nessuno, durante la sfiancante salita, ha osato nemmeno abbassare la zip della mantellina.