A caccia di balene.

Obiettivi 2011. È aperta la caccia.

I pesci piccoli non mi piacciono.
E dunque vado già a caccia di nuove prede da arpionare. Nuove avventure verso cui salpare.
Il mio Pequod è in rada alla fonda, in attesa di fare il carico di merci ed equipaggio verso nuovi lidi, nuove Granfondo da puntare.
I ramponi a ripulir dalla ruggine, la cambusa da riempir di nuove provviste. E una mappa, quella dei sogni, su un tavolo, davanti a qualche pinta appena spillata.
Sul tavolo c’è sempre lei. La signora del dislivello.
Eh, quest’anno Michil Costa farà le cose in grande. S’è già capito. Sto parlando, ovviamente della macchina organizzativo-comunicativa che porta il nome Maratona dles Dolomites. Si toccherà nel 2011 il 25°. Le nozze d’argento con la Dolomina. Qualcosa di imperioso. Monumentale.
Nessuna Granfondo le si avvicina, quanto ad aura, profumo, capacità di creare attesa e desiderio nel clicloamatore. Nemmeno lontanamente.
Beh, se ci penso ora, quasi mi sento parte di quella grandiosità anche io. Due anni fa dissi a me stesso che volevo parteciparvi: l’ho fatto e ho concluso il percorso medio, sognando già il lungo per l’anno venturo. L’anno dopo sono tornato, ho chiuso gli occhi, e son andato dritto per il Giau. Nelle sue fauci spalancate. L’ho fatta tutta. Fino al 4.200esimo metro del suo, infinito, dislivello. L’emozione di quel traguardo me la porterò dietro tutta la vita.
È qualcosa da raccontare un giorno. Come la Champions League vinta dall’Inter 45 anni dopo.
E l’anno venturo? L’anno venturo non resisterò al richiamo e sarò ancora là. A casa. Con un obiettivo nuovo: farla con un tempo migliore. E con una squadra di amici, al completo, al mio fianco. Pericolosamente assieme.
Prima, però, chissà. C’è un piccolo sogno in quel dell’Aprica a stuzzicarmi sotto il cuscino. Non dico altro.
Tenete pronti i ramponi. E in alto i pignoni. È il capitano Achab in persona che vi parla.