Febbraio maledetto.

Poche parole, molti pensieri. Cupi.

Ieri giornata di lutto, come da tempo non se ne vedevano, per questo sport maledetto. Sport che pare circondato da un’aura negativa che stona con tutto il bello di cui sa ripagare chi ce ne si innamora perdutamente. Come il sottoscritto e tanti altri che bazzicano qui. Franco Ballerini, l’uomo della Parigi – Roubaix, il commissario tecnico della nazionale professionisti, ha pensato bene di andare a sbattere con l’auto in un rally. Poteva contentarsi di pedalare? No. Evidentemente.
So poco, a dir la verità, di quest’uomo: molto l’ho appreso ieri. So poco di questo papà, giovane, forte, in forma. So che non se lo meritava. E che la notizia mi ha colpito molto. Ricordi freschi come tutti: i mondiali di Bettini. Oggi belle le parole del Grillo, lette in un trafiletto (nulla di più) sul Corriere della sera.
Mentre lui staccava la spina, noi si caracollava tra la Bevera e Sirtori, in una giornata di sole come da tempo non se ne vedevano. Oggi in compenso è calata una nebbia e un freddo, da Norvegia d’inverno. Una delle uscite più belle finora, di questo amaro 2010. Il mese di febbraio poi pare sia destinato a restare quello peggiore. Freddo e lutti assurdi.
Beh, che altro dire? Che ieri il ritmo è stato forsennato. Salito il Monticello da Carate, come non facevamo dai primissimi tempi. Devo dire che è decisamente il versante migliore. Bighellonato poi a tutta o quasi, per Sirtori e Bevera. Risalendo Sirtori, dopo esserci persi lungo la Briantea. Neve dappertutto e strade infami: buche, sassi, pozzanghere atlantidee, con tanto di mondo sommerso sottostante. Al rientro la bici sarà in stato di calamità: uscita da un raid di ciclo-cross più che dalla strada. Un’ora per farle il bagnetto, senza paperette: non è giornata da festeggiare.
Un dato mi inquieta: rpm “media” dell’usicta: 92 (massima 134). Mai avuta, con salite, nemmeno nei tempi migliori.
Dai, cerchiamo di star su: inverno e lutti compatibilmente.

Distanza totale: 87 km
Dislivello: 702 m.
V/m: 27/h
Rpm: 92-134

Da papà ciclista, un pensiero (per quanto possa contare) va alla famiglia di Franco Ballerini.