Immacolata condizione.

 

8 dicembre a 16° per il ciclista pericoloso.

Vista dal Santuario di Montallegro (Rapallo). 8 dicembre a 16° per il ciclista pericoloso.

Senza guanti. Il weekend dell’immacolata, ho pedalato senza guanti. 
Pericolosissimo. 
Liguria di levante. 90 km, 1500 m. di dislivello. E la constatazione di una condizione (nonostante il minor carico di allenamenti che l’inverno porta con sé) pressoché perfetta. Per nulla intaccata rispetto all’estate. 
Esco alle 8. Mi scaldo lungo l’Aurelia: da Chiavari a Sestri Levante e ritorno. Poi inizio a salire. 
Fino alle Grazie, si contano 200 m. di dislivello in 3 km. Poi si va in discesa fino a Zoagli. Indi si ri-sale fino alla galleria sopra Rapallo. Dunque si ri-scende su Rapallo. Un luna park pericolosissimo. 
A Rapallo, prendo a destra, seguendo le indicazioni per la funivia, quindi quelle per Santuario di Montallegro.
Dal centro abitato sono esattamente 10 km di salita al 6,8% di pendenza media, massima, nell’ultimo tratto, al 12%.
Vado su che un piacere. Agile agile. Tranquillo tranquillo.
La salita ha, nei primi 7 km, un andamento regolare, non supera mail il 9% di pendenza. Poi, dopo il paesello abbarbicato sui tornanti, di San Maurizio, si volta a destra e la pendenza sale. Fino a raggiungere, nell’ultimo km, pericolose punte al 12%. Finalmente droga pesante. 
Il ciclista pericoloso non soffre. Si inietta dislivello. 
La giornata è splendida, la visibilità rara: in cima si arrivano a vedere persino le Alpi francesi a ponente, innevate perbene. E un scorcio da brivido sul golfo di Portofino (lassopra un rudimentale scatto). Golfo che raggiungerò subito dopo.
Prima però la discesa: insidiosa. Asfalto umido, viscido, sole e ombra che si alternano impedendo all’occhio di abituarsi. Freddo che penetra nelle ossa: la discesa fa sempre tornare con i piedi per terra, anche in inverno, anche se ci sono 16°.  
A Rapallo tiro verso Portofino, passando da “Santa”  e Paraggi. Carreggiata stretta, saliscendi continui: dislivello che si accumula. Il ritorno verso Chiavari va via sotto il sole e una temperatura da primavera inoltrata. Bevo e nemmeno mi ricordavo più di questo gesto, soffocato nelle brume milanesi.
Gli utlimi strappi sull’Aurelia tra Zoagli e le Grazie, altri 200 m. di dislivello, hanno rampette anche al 10%. Ultimi rimasugli di stupefacente.
Poi, picchiata su Chiavari. Focaccia, doccia, giornali freschi. 
Questo il weekend perfetto (per condizioni meteo e fisiche) del vostro amatissimo pericoloso preferito.