Il sito più pericoloso del web.

 

Non faccio questo sport per il piacere, lo faccio per soffrire.

"Non faccio questo sport per il piacere, lo faccio per soffrire".

Può un sito mandarti completamente in tilt, atrofizzare le tue funzioni vitali, alterare il tuo (già precario) equilibrio psichico, indurti al misticismo, alla meditazione Zen, rischiare di farti licenziare, in poche parole rincoglionirti come un infante prima di Natale?
La risposta è sì. Può.
Il sito pericoloso per eccellenza esiste ed è questo qui.
Attenzione però (mi sento in dovere di avvisarvi prima, prevenire è decisamente meglo che curare, parola di malato cronico): suddetto sito può SERIAMENTE indurre sovraeccitazione ingiustificata, cambiamenti improvvisi dell’umore, paranoia, e in certi casi, coma narcolettico.
Lasciate ogni ragionevolezza, o voi che entrate. E prima di entrare, pensateci non una, ma due volte. Perché poi, cari miei, non si torna indietro.
Siete pronti?
Bene. Entriamo.
Rapha è il luogo mentale che ho sempre sognato.
Il parco giochi virtuale delle mie suggestioni di ciclista bambino, dei miei acquisiti sognati e impraticabili, delle mie visioni fantasmagoriche di dislivelli e alture, della mia filosofia di vita a pedali.
Una gragnuola di suggestioni ciclo-lisergiche come altrove non sono mai riuscito a trovare.
“Il ciclismo su strada è lo sport più bello al mondo”: già basta questo incipit per trascinarti dentro per sempre. Nel baratro di una pagina web.
Una scheggia esoterica impazzita, una linea di abbigliamento per ciclismo su strada (ma anche ad uso urbano), che diventa solo una scusa. Una scusa per raccontarti altro. Fiabe incantate per addormentati nel bosco. Sogni fatati, provenienti da un’altra epoca, senza tempo.
Si va da Tim Krabbé (autore della bibbia di ogni granfondista che si rispetti: “The rider”) a giubbini retrò che sanno di un altro ciclismo: fatto di pavé, salite fatte sotto l’acqua e la neve, bocche fumanti, cuori forti. Si passa per Rouleur, la più bella rivista di ciclismo su strada che abbia mai messo inchiostro su carta: foto mozzafiato, che trasudano passione, amore e bellezza al di là del normale.
Si finisce poi con il perdersi nelle pagine e nelle sotto pagine di imprese raccontate e descritte, delle gare e delle randoneè sparse per un unico mondo. Quello di chi nel sangue ha il terriccio, l’asfalto e la fatica.
“Non faccio questo sport per il piacere, lo faccio per soffrire”. Disse Lance Armstrong. E loro te lo piazzano nelle loro pagine.
È masochismo? Non lo so e non me ne frega. Molto semplicemente è la vita che mi son scelto.
Tornando al sito. E alla marca di abbigliamento (che ripeto, è solo una scusa), si vende solo per corrispondenza. Loro sono inglesi doc. Trasudano Cockney. E ti raggiungono ovunque tu sia. Babbo Natale è avvisato.