VIAGGIANO I VIANDANTI

“VIiaggiano i ciclisti, più adatti ai mutamenti” potremmo parafrasare cosi Giovanni Lindo Ferretti: la strofa dei suoi CSI calza a pennello per questa domenica dolomitica. È stata durissima, amici miei. La più dura delle 13 Maratone dles Dolomites che ho fatto: i primi anni, il Mür del Giatt, per intenderci, non sapevamo nemmeno cosa fosse. Beati noi. Ma questa è stata dura e soprattutto speciale, perché da metà gara in avanti ha iniziato a piovere sempre più forte, costringendo i concorrenti a 2 o 3 ore sotto una pioggia battente, talvolta addirittura la grandine.

In queste difficili condizioni, abbiamo affrontato la temibilissima discesa dal Passo di Valparola (2200 slm) verso la Villa. Una lunga serpentina interminabile, con il vento che faceva piovere di traverso e le gocce che ti ghiacciavano volto, mani gambe. Indossavo guanti in neoprene, copriscarpe antipioggia: carta velina. Arrivato al traguardo tremando come un foglia in stato di ipotermia, mi sono diretto nell’area lounge riservata a giornalisti lasciando una imbarazzante quanto inevitabile scia d’acqua dietro di me e, inzaccherando la moquette, mi sono gettato sui tortellini con panna e tartufo, ho bevuto 3 succhi di mela bollenti (buonissimi) e una fetta giga di strudel.

Appena ha diminuito leggermente mi sono rituffato nella piscina della vasca Badia, fino al mio hotel Dolomia, a Badia, a quasi 10 km dall’arrivo. La doccia credo sia durata 45 minuti abbondanti. Però mi è piaciuto: ho imparato a gestire una situazione complessa da solo, scegliendo il miglior abbigliamento possibile (fondamentale) e soprattutto con la curiosità infantile di vedere che cosa mi succedesse. Chissà che magari, come Cenerentola nella sua favola, non arrivassi a Corvara a bordo di una zucca, oppure tramutato in un Rospo o sa il davolo cosa altro. Il bello di queste situazioni è non sapere come reagirai, cosa farai, dove ti ritroverai. Ci vuole coraggio, ma – credo – anche e, soprattutto, curiosità. Il sale della vita.

RIngrazio l’organizzazioe tutta, a partire dallo staordinario team di @alta_badia_official brand, i bimbi che ci hanno incitato lungo le strade, fradici ma felici pure loro, con i loro sgocciolanti campanacci, i suonatori di quei curiosi tromboni ladini, chi ha disposto in flla così perfettamente geometrica le fette di strudel e panini ai ristori. Infine ringrazio @michilcosta patron della Maratona: quest’anno la password era “Mutatio” (cambiamento). Diciamo che se le altre edizioni erano quasi sempre di solleone, forse allora, anche la MdD ora è in “Mutatio”.
#mdd37 #corvara